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Il mercato del bio in Cina: l’esperienza di Valentina

Il mercato del bio in Cina: l’esperienza di Valentina

Salute, benessere, qualità e sostenibilità della filiera agro-alimentare: sono queste le parole chiave che hanno spinto sempre più consumatori ad abbracciare il mercato del bio in Cina, e non solo, negli ultimi anni. Complice la pandemia si registra infatti una maggior voglia di qualità e genuinità in ciò che mangiamo. Ne parliamo con Valentina, aka 露丝, che vive in Cina da 10 anni. Un paese che ama e che nel corso negli anni ha visto cambiare nelle proprie abitudini giornaliere e di consumo, anche a tavola.

Il mercato del bio: uno sguardo all’Italia

Salute, benessere, qualità e sostenibilità della filiera agro-alimentare. Sono queste le parole chiave che negli ultimi anni hanno spinto sempre più consumatori ad abbracciare il mercato dei prodotti biologici. Complice anche la pandemia con le sue limitazioni alla nostra frenetica quotidianità e la sempre crescente attenzione al tema della salute e della vulnerabilità, milioni di nuovi consumatori hanno scelto di avvicinarsi al mercato bio, in Italia e non solo.

Come evidenziato dalla 14° edizione del Rapporto Bio Bank, nel nostro Paese, negli ultimi 10 anni, il mercato del biologico è più che raddoppiato, registrando una crescita del +118% e arrivando a sfiorare un fatturato di 6,9 miliardi euro. Se si guarda al solo mercato interno la spesa è arrivata a toccare i 4,3 miliardi euro, una crescita del 7% rispetto al 2019 e che riguarda tutti i canali distributivi.

Tra questi l’e-commerce ha registrato una significativa crescita, quasi raddoppiando (+41,6%) il numero di siti di prodotti biologici, passati dai 286 rilevati nel 2015 ai 405 del 2019. A livello territoriale le regioni del Nord costituiscono il 46%, ma importanti anche le quote del Sud (34%), in gran parte aziende di produzione.

Rosa Maria Bertino, co-fondatrice e autrice di Bio Bank: “Seguo il mondo del biologico da quasi trent’anni e l’ho sempre visto crescere e penso che questa tendenza sia destinata a continuare. Le vendite nei supermercati in dieci anni sono quasi quadruplicate e nel 2014 hanno superato il giro d’affari dei negozi specializzati, mentre questi rimanevano pressoché costanti. I supermercati quindi non hanno intaccato le vendite dei negozi specializzati, ma si sono ritagliati una loro grande fetta di mercato e adesso sono il principale canale, anche grazie ai prodotti bio a proprio marchio. Questo canale ha permesso la diffusione dei prodotti biologici presso nuove fasce di pubblico che difficilmente sarebbero entrate nei negozi specializzati e che hanno trovato un buon assortimento di alimenti bio a prezzi accessibili. Insomma il bio per tutti.”

Export di prodotti bio dall’Italia

Positiva anche la performance dell’export. Genuinità, qualità e una certa idea di italianità spingono i prodotti bio italiani nei supermercati e sulle tavole dei consumatori internazionali. Il valore dell’export è passato da 1,1 miliardi euro del 2011 ai 2,6 miliardi del 2020; un aumento del 131%, risultato migliore anche di quello del mercato interno.

Nel complesso quindi il Bel Paese si conferma il secondo esportatore al mondo di prodotti bio dopo gli Stati Uniti, e prima di Spagna, Cina e Francia.

Rinnovate soddisfazioni anche per l’anno in corso. Secondo un’indagine diretta da Nomisma per ICE e Federbio nell’ambito del progetto ITA.BIO, nel 2021 l’export ha raggiunto quota 2,9 miliardi euro. Una crescita del 11% e in linea con il trend dell’export agroalimentare nel suo complesso che nei primi sei mesi ha messo a segno una crescita del 10%.

trend mercato del bio
Fonte: Rapporto Bio Bank 2020 14°edizione | Elaborazioni Bio Bank su dati Assobio, Ice, Ismea, Nielsen, Nomisma per Osservatorio Sana

I prodotti biologici Made in Italy in Cina

Anche in Cina il mercato del bio sta conoscendo sempre più successo. La crescente attenzione dei cinesi verso prodotti di qualità e sicuri, unita a un’idea dell’Italia come garanzia di genuinità, stanno spingendo un maggior numero di consumatori ad acquistare biologico, facendo crescere i numeri e le esportazioni delle nostre aziende produttrici.

Come testimonia il sondaggio ai consumatori di Nomisma: il 46% delle famiglie cinesi sarà sempre più attenta ai prodotti che mangia; il 61% pensa di aumentare la spesa in alimenti biologici da qui al 2025.

mercato del bio Cina
Fonte: Nomisma

L’interesse per il mercato del bio rimane oggi relativamente di nicchia in Cina. O meglio, annidato nelle high-tier cities e tra i consumatori più benestanti (redditto superiore ai 100.000 RMB annui).

Tra le motivazioni che spingono i consumatori cinesi ad abbracciare questo “nuovo” mercato troviamo: sicurezza alimentare; desiderio di avere prodotti di qualità; impegno nel consumare prodotti eco-sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

Tre “assi nella manica” che l’Italia può essere orgogliosa di saper e poter giocare. Parlando di qualità, i cinesi mettono il Bel Paese al primo posto sia per la qualità degli alimenti in generale (17%) che per quella dei prodotti biologici (18%). Come ci ricorda lo studio di Nomisma, i prodotti biologici per cui l’origine italiana rappresenta un elemento distintivo d’interesse per il consumatore cinese sono: baby food; prodotti lattiero-caseari; carne e derivati; pasta e prodotti da forno.

Sebbene la Cina rappresenti il secondo mercato in Asia per il settore del bio, ad oggi rimane ancora un mercato di nicchia. Nel 2019 i prodotti biologici contavano l’1,2% del totale del carrello e la spesa pro-capite non superava i 5,5 euro a persona. Numeri diversi da quelli europei o americani dove la spesa pro-capite annuale è decisamente superiore; (in USA 125 euro, Italia 60 euro, Francia 177 euro, fino ad arrivare a paesi come la Danimarca o la Svizzera, 344 e 338 euro rispettivamente).

Conosciamo Valentina e la sua esperienza nel mercato del bio

Valentina Rossi, aka 露丝, vive in Cina da 10 anni. Un paese che ama e che nel corso degli anni ha visto molto cambiare nelle proprie abitudini giornaliere e di consumo. Prima di tutto a tavola! Salute, benessere e sostenibilità della filiera agro-alimentare sono diventate parole chiave per una fetta crescente di consumatori cinesi creando interessanti opportunità di crescita per molte realtà imprenditoriali nostrane.

Fondatrice e scrittrice del suo “diario cinese” Do You Really Know China? , attualmente Valentina vive e lavora in Cina, a Shanghai, presso Biomeals, importante player del mercato del bio. Vediamo cosa ci ha raccontato della sua esperienza, professionale e personale.

Valentina e il mercato del bio in Cina

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你好 Valentina! Eccoti a Shanghai! Parlaci un po’ del tuo percorso, accademico e professionale. Cosa ti ha spinto a studiare la Cina e la sua cultura e, successivamente, a trasferirti in un paese così lontano?

Ciao Rocco! Vivo in Cina da 10 anni. Sono venuta per la prima volta nel 2011 con un programma di scambio dell’Università Ca’Foscari dove studiavo Lingue e Civiltà Moderne e Contemporanee. Durante i 4 mesi alla Capital Normal University (首都师范大学) a Pechino mi sono innamorata ancora di più di questo Paese e ho deciso di trasferirmi e fare una seconda laurea e master in “Economics and Trade” nella medesima università. 

Cosa mi ha spinto a studiare la cultura e la lingua cinese? Sicuramente un forte interesse! Un interesse che ho sempre avuto verso l’Oriente, fin da quando ero piccola. All’ultimo anno di superiori, quando ho dovuto decider cosa volevo “fare da grande”, ho pensato di unire l’utile al dilettevole combinando una mia passione a ciò che reputavo una grande opportunità per entrare nel mercato del lavoro, in quanto la Cina si stava prendendo il proprio posto nel mondo come seconda potenza economica.

Ho lavorato inizialmente per una delle aziende tessili piu grandi in Cina, la Changshan di Pechino, come executive assistant del CEO. Poi per la Camera di Commercio Italiana come communication coordinator dei 5 uffici presenti nel territorio cinese. Attualmente sono e-commerce e social media manager presso Biomeals a Shanghai.

Con la tua azienda commercializzi prodotti italiani biologici. Come sta crescendo il mercato del bio in Cina? C’è molto margine di miglioramento secondo te?

Il COVID-19 ha svolto un ruolo fondamentale nell’accentuare l’interesse da parte dei consumatori cinesi per il benessere, l’attenzione alla salute e il ruolo del cibo per la loro salvaguardia. Non c’è dubbio che tutto questo abbia portato a un aumento delle vendite dei prodotti biologici.

Dall’analisi realizzata da Nomisma per la piattaforma ITA.BIO è emerso il forte interesse verso i prodotti Made in Italy Bio: il 19% dei consumatori facenti parte della classe media cinese delle principali città cinesi ha acquistato almeno un prodotto bio Made in Italy nell’anno 2020. In Cina il valore del mercato per consumo di prodotti bio ha raggiunto 8 miliardi euro nel 2018, con una crescita del +70% rispetto al 2015 e del +923% negli ultimi 10 anni. Risulta oggi essere il quarto mercato per vendite realizzate a livello mondiale. Ci si aspetta inoltre che la spesa delle famiglie cinesi in alimenti biologici aumenterà del 61% entro il 2025.

Entrando più nello specifico, che tipi di prodotti commercializzate in Cina? Qual è il vostro punto di forza secondo te?

Il nostro punto di forza è credere fermamente in uno stile di vita sano e il voler contribuire alla rivoluzione e al cambiamento che sta avvenendo a livello mondiale per un futuro a zero impatto ambientale. Non è un caso se i nostri packaging sono totalmente compostabili. Al momento stiamo lanciando prodotti Made in Italy nella catena del freddo, per cui surgelati.

Parlaci un po’ dell’importanza del corretto uso dei social. Quali strategie mettete in campo per rivolgervi ai vostri clienti o potenziali tali?

Una strategia di comunicazione, oggi, deve comprendere necessariamente i social media. Il social media marketing permette all’azienda di presentarsi con un’immagine specifica, un tono di voce personale, contenuti interessanti che possano informare e coinvolgere il pubblico e da lì costruire una solida base di fiducia. Al giorno d’oggi è proprio sul web, e in particolare sulle piattaforme social, che i clienti passano la maggior parte del loro tempo, si informano e sviluppano la loro idea di mondo.

Poiché i clienti sono principalmente online (come riportato da Statista, la popolazione cinese è quella più attiva nell’ambito dell’e-commerce con 710 milioni di utenti che effettuano acquisti online) la prima regola del marketing digitale è quella di fare l’offerta giusta al momento giusto e sulla piattaforma corretta. Tutto ciò parte dai social media.

Nella nostra azienda mettiamo in campo diverse strategie: la pubblicazione gratuita di contenuti che creano follower o connessioni, e la pubblicità a pagamento, attraverso annunci costruiti sul prodotto/servizio che si vuole far conoscere. Le piattaforme in cui siamo presenti sono: WeChat, Weibo, Youzan, Red Book, Dianping, Meituan, Elema, Douyin. In alcune di queste piattaforme collaboriamo con KOLs.

Collaborare con un Key Opinion Leader (KOL) e lasciare che presenti i prodotti della propria azienda ai suoi seguaci, mostrando loro l’importanza di un’alimentazione sana, è un’efficace strategia comunicativa. La fiducia dei follower qui gioca un ruolo chiave. Avere una buona reputazione è uno dei fattori principali di successo in Cina, in quanto i consumatori cinesi faranno sempre molta ricerca prima di decidere se acquistare o meno un prodotto.

Quale immagine hanno i cinesi dell’Italia? Tra gli stereotipi negativi qual è secondo te il peggiore e cosa si dovrebbe fare per migliorare questa percezione?

Durante questi anni in Cina ho avuto modo di vedere che i cinesi hanno un’immagine positiva dell’Italia. Ne parlano sempre come il Paese del romanticismo, delle belle macchine, del calcio, della moda e del buon cibo.

Le poche “critiche” che ho sentito dire riguardo al popolo italiano sono: che siamo molto caotici, lenti nel prendere decisioni, troppo attenti al dettaglio; mentre i cinesi sono tendenzialmente più rapidi anche se forse meno precisi.

Per qualsiasi azienda Italiana che voglia penetrare e crescere nel mercato cinese, quali sono i 3 consigli top che ti sentiresti di dare?

La Cina rappresenta sicuramente una grande opportunità per le aziende straniere, ma non è un mercato semplice da gestire. Il consiglio che darei alle aziende che vogliono entrare nel mercato cinese è quello di partire dal presupposto che sarà necessario investire soldi e tempo e di fare uno studio approfondito del mercato locale.

Sembreranno consigli banali ma molti imprenditori che si sono affacciati a questo mercato non hanno ottenuto esiti positivi convinti che ciò che aveva prodotto risultati sul mercato italiano o in altre aree geografiche si potesse semplicemente replicare in Cina con i medesimi risultati.

In Cina bisogna essere disposti a riformulare la propria strategia di marketing adattandola alle esigenze locali.

Per riuscire in questa impresa è assolutamente necessario conoscere le dinamiche del mercato cinese le quali seguono delle regole che sono uniche e che vanno rispettate!

Valentina e il mercato del bio in Cina
Cosa ti ha dato la Cina a livello professionale e a livello umano soprattutto?

A livello professionale la Cina mi ha dato tante opportunità. Ho potuto lavorare al fianco di grandi imprenditori e imparare moltissimo da persone con molti anni di esperienza alle spalle. Fin dalle mie prime esperienze di lavoro ho potuto vedere come operavano le aziende a 360 gradi.

La Cina mi ha anche dato molto a livello umano, l’incontro tra culture diverse porta sempre un arricchimento reciproco. L’esperienza di vita all’estero in generale è un momento di crescita e di confronto. Aiuta a sviluppare la propria capacità di adattarsi a culture diverse, gestire imprevisti e prendere decisioni autonomamente; di tollerare la frustrazione e imparare continuamente perché di fronte a te è tutto nuovo.

La Cina mi ha reso più pragmatica, mi ha aiutato a capire e superare i miei limiti. Inoltre un altro aspetto secondo me molto bello di questa esperienza è che si sono creati dei legami unici con persone che stanno vivendo le stesse esperienze, le stesse difficoltà; e questi rimarranno indissolubili nel tempo.

谢谢露丝!



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