Torino | Pechino

L’Intelligenza Artificiale in Cina arriva nei tribunali

L’Intelligenza Artificiale in Cina arriva nei tribunali

Intelligenza Artificiale in Cina

L’Intelligenza Artificiale in Cina non si limita alla computer science, ma coinvolge i settori più disparati, come quello legislativo.

La “nuova frontiera” della legge in Cina

Il tribunale digitale di Pechino ha recentemente inaugurato un centro online per la risoluzione delle controversie. Il centro tratta casi come la violazione dei diritti di proprietà intellettuale e/o reati legati a Internet. Alcuni esempi pratici sono: le frodi virtuali; contratti di acquisto firmati digitalmente; problematiche relative a copyright. 

Il tribunale digitale segue il primo tribunale dedicato ai casi online, la cui apertura risale al 2017 a Hangzhou. I casi riportati dal tribunale di Hangzhou a fine 2018 erano 11.000 con più di 9.600 già risolti. 

Il centro online di Pechino presenta però una novità senza precedenti. Il processo decisionale è, infatti, affidato a un giudice virtuale. Il giudice, dalle sembianze e voce femminili, è il primo del suo genere al mondo. Il giudice digitale utilizza le tecnologie intelligenti di sintesi del linguaggio e dell’immagine per collaborare con i magistrati nel portare a termine le mansioni più ripetitive. 

Il vantaggio del giudice digitale – così come presentato da Xinhua – è quello di permettere ai “colleghi” di concentrarsi sui processi giudiziari. Il ruolo può essere comparato a quello di un assistente con la funzione di snellire i molteplici passaggi dell’apparato burocratico cinese. 

Made in China 2025

Quella del giudice virtuale è l’ultima novità in campo dell’Intelligenza Artificiale (IA), ma di sicuro non è l’unica. La spinta agli sforzi cinesi in questo campo arriva direttamente dal governo che sostiene: “Essere all’avanguardia nelle tecnologie di intelligenza artificiale è determinante per il futuro della competizione globale, militare ed economica”.

Il programma Made in China 2025 rispecchia perfettamente la strategia cinese nel settore dell’intelligenza artificiale, supportata dagli input della classe dirigente. Un effetto òha fatto sì che le direttive governative siano messe in pratica da studi di ricerca e poli universitari attraverso un ingente numero di finanziamenti.

La strategia del Made in China 2025 mira, infatti, a colmare il gap fra la Cina e le economie avanzate in materia di know-how tecnologico. Per raggiungere tale obiettivo è necessario smarcarsi dalla dipendenza dell’industria occidentale e rafforzare le specializzazioni interne. Da qui l’importanza dell’avanzamento tecnologico indipendente della Cina.

Tuttavia, l’assenza di iniziative dal basso è un fattore che preoccupa gli esperti. La mancanza di manodopera qualificata e di corsi scolastici ad hoc potrebbero rallentare l’approdo del piano per il 2025.  

L’intelligenza artificiale fa ancora paura

La novità di Pechino relativa al tribunale online non è però immune alle critiche. Molti sono i dubbi e le opposizioni derivanti dall’uso della tecno-scienza per occupare processi rilevanti all’interno della società. 

Dall’altro lato c’è però chi sostiene che la giustizia è per sua natura una realtà virtuale che utilizza il diritto come algoritmo per regolare questa “intelligenza artificiale secolare”. I processi, infatti, possono accontentarsi solo di realtà parziali (quelle processuali) che non possono raggiungere il vero reale. Le prove raccolte per arrivare a tale realtà sono, inoltre, vincolate a regole che talvolta ostacolano la natura umana. 

Una nuova frontiera per i tribunali cinesi?

Con un totale di soli 120.000 giudici che si trovano a gestire 19 milioni di casi, non è da sorprendersi se il sistema legale cinese guardi all’intelligenza artificiale. L’estrapolazione dei big data per risolvere i casi potrebbe snellire quello che è l’apparato giudiziario cinese, come dimostra Intelligent Trial 1.0. L’applicazione è in grado di setacciare materiale e produrre file giudiziari elettronici riducendo la mole di lavoro dei “colleghi umani”. 

Nonostante tutto, è sicuramente complicato fare una stima dell’estensione dell’uso dell’Intelligenza Artificiale in Cina in materia legale. È chiara però la posizione della Corte Suprema del Popolo che, nonostante riconosca nelle macchine un aiuto importante, sostiene che tale aiuto non può sostituire l’operato dell’uomo.



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