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Piani quinquennali in Cina: un sistema in evoluzione

Piani quinquennali in Cina: un sistema in evoluzione

I piani quinquennali in Cina

I piani quinquennali in Cina (五年计划 Wǔ nián jìhuà) hanno una storia molto particolare se messi a confronto con gli altri Paesi socialisti. Essi si configurano come uno strumento fondamentale per analizzare le politiche della Repubblica Popolare Cinese. Sin dal 1953, anno dell’approvazione del primo piano quinquennale, essi hanno subito diversi cambiamenti, che riflettevano le nuove direzioni impresse alla politica economica dai pianificatori. Alcuni sono particolarmente rilevanti, poiché possono essere considerati passi fondamentali nel percorso di costante crescita economica del Paese a livello internazionale.

SOMMARIO

La svolta del sistema ibrido

Il primo punto di svolta nell’evoluzione del sistema economico cinese e, di conseguenza, del sistema dei piani quinquennali in Cina, è rappresentato dal celebre Viaggio al Sud (南巡 nán xún), che Deng Xiaoping intraprese all’inizio del 1992. In tale occasione, l’anziano leader sostenne con forza la necessità di approfondire il processo di riforma economica (avviato nel 1978 con il III Plenum del XI Comitato Centrale) accelerando l’introduzione di meccanismi di mercato nell’economia.

In tal modo iniziò il processo di consolidamento della cosiddetta “economia socialista di mercato” (社会主义市场经济 shèhuì zhǔyì shìchǎng jīngjì). Seppur contraddittoria nei termini, essa riassume la tesi di Deng secondo cui occorreva superare il dogmatismo e considerare mercato e pianificazione come semplici strumenti economici, non necessariamente appartenenti l’uno al capitalismo e l’altra al socialismo.

Pertanto, da questo momento i piani quinquennali divennero sistemi ibridi in cui l’economia di mercato agisce in un sistema di pianificazione tipicamente socialista. Il nuovo corso iniziò a tutti gli effetti quando il concetto venne ufficialmente introdotto dall’allora Segretario generale del Partito Comunista Cinese Jiang Zemin, durante il 14o Congresso del 1992. Da quel momento in poi, la Cina diede inizio al suo inarrestabile sviluppo economico.

Il programma quinquennale

Il secondo evento su cui vale la pena soffermarsi si verificò con la presentazione dell’XI programma quinquennale, al V Plenum del XVI Comitato Centrale del PCC, svoltosi nell’ottobre del 2005. La differenza rispetto al passato è testimoniata soprattutto dal punto di vista terminologico: non venne utilizzato il termine 计划 jìhuà, “piano”, come per i piani quinquennali fino al X, ma 规划 guìhuà, “programma”.

Apparentemente irrilevante, tale modifica nasconde un cambiamento fondamentale nel sistema di pianificazione: non fissa degli obiettivi precisi da raggiungere entro la fine del successivo quinquennio, bensì solo dei traguardi indicativi e delle linee programmatiche di carattere politico. 

Il 14° Piano Quinquennale

Lo scorso ottobre 2020 si è riunito il V Plenum del XIX Comitato Centrale del PCC. La rilevanza di quest’evento è dovuta a diverse ragioni. In primo luogo, si è svolto in un periodo di particolare tensione a causa della pandemia da Covid-19; in secondo luogo, ha fornito le linee guida per il 14° Programma Quinquennale (illustrato nel resoconto del Plenum pubblicato da Xinhua Wang). Il nuovo Programma sarà approvato a marzo dall’Assemblea Nazionale del Popolo e traccerà il percorso da seguire in economia nel corso del quinquennio 2021-2025. 

Come per il 13° programma quinquennale, anche nel 14° tra i temi dominanti c’è senza dubbio la realizzazione di una “società moderatamente prospera” (小康社会 xiǎokāng shèhuì) attraverso una crescita economica che possa condurre ad un ulteriore incremento del reddito medio pro capite e, conseguentemente, ad un aumento dei consumi. A questo proposito, bisogna porre l’attenzione a un altro elemento fondamentale presente nel programma: la “doppia circolazione” (国际国内双循环 guójì guónèi shuāng xúnhuán), già annunciata da Xi Jinping durante il 40° anniversario della Zona Economica Speciale di Shenzhen. Questo nuovo concetto è articolato in due fasi: 

  • Circolazione interna, incentrata sullo sviluppo della produzione e dei consumi interni e che sarà il motore principale dell’economia cinese nel prossimo futuro;
  • Circolazione internazionale, che sarà incentrata su investimenti e commercio estero.

La particolare attenzione posta sull’economia interna lascia intendere che l’obiettivo di Pechino sia dunque quello di proseguire verso una maggiore autonomia dal punto di vista economico, anche perché, sebbene nel Programma ci siano dei cenni riguardanti un approfondimento del processo di riforma e apertura, comunque non ci sono informazioni precise in proposito.

Conclusioni

Il sistema dei piani quinquennali in Cina risulta di centrale importanza anche per le imprese straniere: la grande dinamicità che li caratterizza in seguito ai cambiamenti a cui sono stati sottoposti nel corso della storia, rende sempre più difficoltoso capire i passi successivi che la Cina effettuerà nel suo percorso di crescita. Tuttavia, continuano comunque ad essere un utile strumento di analisi per comprendere quali siano i rischi e i vantaggi per gli investitori stranieri. Infatti, sebbene la stesura definitiva del 14° Programma Quinquennale non sia ancora stata pubblicata, è fondamentale focalizzarsi su di esso per interpretare le dinamiche in evoluzione nei prossimi cinque anni.




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2 risposte

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  2. […] a continuare lo sviluppo del digital Yuan è stato inserito anche all’interno del quattordicesimo Piano Quinquennale per lo sviluppo economico e sociale della nazione e gli obiettivi a lungo termine entro […]

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